Come disegnare il naso a matita: piani, ombre e proporzioni

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Il naso è il tratto che i miei allievi rimandano sempre a dopo. Occhi e labbra hanno un contorno riconoscibile; il naso no, e chi prova a disegnarlo con una linea chiusa ottiene sempre la stessa cosa: una forma appiccicata sopra il viso, che non ci sta dentro.

La chiave è cambiare strumento mentale. Il naso non si disegna con il contorno, si costruisce con i piani e si finisce con l’ombra. In questa guida trovi la forma di partenza, i nomi giusti delle parti, dove collocarlo nel volto e il passo per passo dei tre angoli che servono davvero: di fronte, di profilo e a tre quarti.

Come si disegna il naso?

Il naso si disegna costruendo prima il solido: una piramide triangolare con quattro piani, quello frontale, i due laterali e la base. Si collocano poi le proporzioni rispetto al volto, e solo alla fine si passa al chiaroscuro. Il contorno non esiste quasi mai: il naso emerge dal contrasto tra il piano illuminato e quelli in ombra.

Questa è anche la ragione per cui è il tratto più didattico del ritratto. Chi impara a rendere il naso ha imparato a pensare per volumi, e quel modo di guardare si trasferisce a tutto il resto del viso.

La forma di partenza: una piramide triangolare

La definizione ufficiale ci regala il metodo. Il Vocabolario Treccani descrive il naso come la “parte prominente del volto, a forma di piramide triangolare”, e l’Enciclopedia lo chiama “un rilievo in forma di piramide triangolare, situato sul piano mediano della faccia”.

Comincia da lì, letteralmente: una piramide appoggiata al viso con la punta in avanti. Ha un piano frontale, che guarda chi osserva; due piani laterali, che scendono verso le guance; e un piano di base, rivolto in basso, dove si aprono le narici.

Quei quattro piani sono tutto il disegno. Ogni ombra che metterai dopo non fa altro che dire a che angolo sta ciascun piano rispetto alla luce. Se ti interessa il ragionamento completo sui volumi, l’ho sviluppato nella guida su come dare volume a un disegno.

Le parti del naso, con il nome giusto

Chiamare le cose con il loro nome cambia il modo in cui le guardi. Questi sono i termini italiani corretti, quelli che il Treccani registra:

Parte Dov’è Cosa fa nel disegno
Radice In alto, verso la fronte Dice quanto il naso “nasce” incassato
Dorso La cresta anteriore Porta la luce più chiara del naso
Lobulo (o apice) La punta carnosa È una sfera: prende luce e ombra propria
Ali Le due superfici laterali Racchiudono le narici e curvano

Alla base si aprono le narici, che il Treccani registra anche con il nome popolare di buchi del naso. E qui arriva l’avvertimento che nessuna guida ti dà: alcuni termini che trovi online sono del medico, non del disegnatore.

Il setto nasale appartiene al vocabolario chirurgico, le pinne nasali a quello pediatrico, e la columella non è nemmeno vocabolario nasale italiano: è un prestito dalla rinoplastica, visto che in italiano quella parola indica l’asse osseo dell’orecchio, un ossicino di anfibi e rettili o l’asse della conchiglia dei gasteropodi. Per disegnare ti bastano radice, dorso, lobulo, ali e narici.

Dove va il naso nel volto: la regola dei terzi

Il naso non si disegna da solo, si colloca. La regola classica divide il viso in tre terzi uguali: dall’attaccatura dei capelli all’arcata sopraccigliare, da lì alla base del naso, e da lì al mento. La base del naso chiude il terzo centrale, ed è il controllo più rapido che puoi fare su un ritratto che “non torna”.

La seconda misura è laterale: la larghezza della base del naso tende a corrispondere alla distanza tra gli angoli interni degli occhi, cioè a un occhio di larghezza. È una verifica che si fa in due secondi con la matita tenuta in orizzontale, e che salva molti ritratti prima che sia troppo tardi. Sul metodo di misurazione, la guida completa è quella sulle proporzioni nel disegno.

Queste regole vengono dal canone, che il Treccani definisce come lo “studio di proporzioni architettoniche e scultorie rapportate a un elemento preso come unità di misura”, nato nell’arte greca con “moduli empirici, anatomici (misura di testa, piede ecc.)”. Non è teoria astratta: Leonardo lasciò gli Studi di proporzioni del volto e dell’occhio, del 1489-90, che si conservano oggi alla Biblioteca Reale dei Musei Reali di Torino.

Un avvertimento onesto, perché è dove molti si perdono: il canone è un punto di verifica, non una formula di somiglianza. I volti reali si scostano tutti dai terzi perfetti, e proprio quello scostamento è la somiglianza. Usa la regola per accorgerti dell’errore, non per correggere la persona.

Il naso non ha contorno, ha ombra

Questa è la frase che ripeto di più, ed è il vero salto tecnico. Guarda un viso illuminato di lato: dove finisce il naso non c’è nessuna linea, c’è un passaggio di tono tra il piano laterale in ombra e la guancia dietro. Se disegni quella linea, il naso si stacca dal viso come un adesivo.

In pratica lavoro così, e le gradazioni contano. Costruisco i piani con una 2H, che lascia un segno leggero e cancellabile; porto le ombre sotto il dorso e dentro le ali con 1B e 3B; scendo a 4B o 6B solo nella base, sotto il lobulo, che è la zona più scura del naso e spesso una delle più scure del viso.

La luce più chiara resta sul dorso e sulla punta del lobulo, e in molti ritratti è carta bianca lasciata intatta. Sul modo di costruire questi passaggi senza appiattire tutto, ho scritto la guida sul chiaroscuro nel disegno a matita.

Come disegnare il naso di fronte

È l’angolo più difficile, non il più facile, perché di fronte il naso si accorcia e si legge quasi solo per ombra. Ecco l’ordine che uso:

  1. Segna due linee verticali leggere che scendono dagli angoli interni degli occhi: sono i limiti della base.
  2. Traccia la linea orizzontale della base alla fine del terzo centrale del viso.
  3. Disegna il lobulo come una sfera al centro, e le due ali come due sfere più piccole ai lati.
  4. Definisci il dorso con due tratti leggerissimi, che non chiuderai mai: servono solo a te.
  5. Metti l’ombra sotto la base, la più scura di tutte, e l’ombra morbida su un solo piano laterale, quello lontano dalla luce.
  6. Cancella i tratti del dorso e lascia che sia il contrasto tra i piani a tenerlo in piedi.

Come disegnare il naso di profilo

Di profilo il naso è tutto silhouette, ed è l’angolo dove si vede subito se hai capito la radice. Il segreto è che la linea del profilo non parte dal naso: parte dalla fronte, rientra nella radice e poi esce.

  1. Disegna il profilo della fronte e continua senza staccare la matita fino alla rientranza della radice.
  2. Porta il dorso in una linea sola, dritta o con la gobba se il naso è aquilino, fino al lobulo.
  3. Gira sotto il lobulo, che sporge sempre più di quanto sembri, e rientra verso il solco sopra il labbro.
  4. Aggiungi l’ala come una virgola che si stacca dal viso, con la narice appena visibile dietro.
  5. Ombreggia solo il piano laterale che vedi, tenendo il dorso chiaro: è quel contrasto a dare lo spessore.

Come disegnare il naso a tre quarti

È l’angolo più frequente nei ritratti veri e quello in cui si sbaglia di più, perché la simmetria si rompe e la mano vuole rimetterla. Le due ali non sono uguali, la narice lontana quasi sparisce, e il dorso non corre più al centro del viso.

  1. Colloca prima la linea del dorso, che a tre quarti è spostata verso il lato lontano.
  2. Disegna l’ala vicina per intera e l’ala lontana solo per la parte che sporge oltre il dorso.
  3. Mostra una narice sola, quella vicina; l’altra è un accenno o non c’è.
  4. Costruisci il piano laterale visibile con una sfumatura continua verso la guancia, senza mai chiuderlo con una linea.
  5. Verifica con la matita in orizzontale che il lobulo sporga oltre il profilo della guancia dietro: se non sporge, il naso è schiacciato.

Naso maschile e naso femminile

La differenza non è la dimensione, è la durezza dei passaggi. Nei ritratti maschili i piani si incontrano ad angoli più netti: la radice è più incassata, il dorso più largo e più dritto, e le ombre hanno bordi più definiti.

Nei ritratti femminili gli stessi piani ci sono tutti, ma i passaggi tra loro sono più morbidi e la radice più alta e delicata. È una differenza di sfumatura, non di forma, e si ottiene con la stessa costruzione lavorata con transizioni più lunghe.

Vale per tutti i tratti del viso, e conta soprattutto quando li metti insieme: se stai lavorando al ritratto completo, la guida di riferimento è quella su come disegnare un volto realistico, e per il tratto che sta subito sotto c’è quella sulle labbra realistiche.

I quattro errori più comuni

Sono sempre gli stessi, e li riconosco a colpo d’occhio nei lavori che mi mandano:

  1. Le narici disegnate come due buchi neri. La narice è un’apertura tridimensionale con un bordo che gira: se la riempi di grafite uniforme, ottieni due fori sul foglio.
  2. Il contorno duro sul dorso. Il dorso è la zona più chiara: chiuderlo con una linea è il modo più veloce per far sembrare il naso incollato.
  3. Il naso senza proiezione. Se manca l’ombra portata sulla guancia, il naso resta sullo stesso piano del viso e il ritratto diventa piatto.
  4. La simmetria forzata a tre quarti. Disegnare le due ali uguali quando il viso è girato è l’errore che rovina più ritratti, e nasce dal disegnare quello che sai invece di quello che vedi.

Il rimedio per l’ultimo è sempre lo stesso, e vale per tutto il ritratto: misurare invece di ricordare. È il tema della guida su come allenare l’occhio nel disegno.

Domande frequenti

Quali matite servono per disegnare il naso?

Ne bastano tre. Una 2H per costruire i piani con un segno leggero che poi sparisce sotto gli strati, una 1B o 3B per le ombre sotto il dorso e dentro le ali, e una 4B o 6B solo per la base, sotto il lobulo.

Il resto lo fa la carta lasciata bianca sul dorso e sulla punta. Se hai una scatola completa, la tentazione è usarla tutta: resisti, perché il naso vive di pochi valori ben distanti tra loro, non di venti sfumature vicine.

Perché il mio naso sembra incollato sul viso?

Quasi sempre per due motivi insieme: hai chiuso il dorso con una linea e non hai messo l’ombra portata sulla guancia. Il naso è l’unico tratto del viso che sporge davvero, e quello che lo dimostra al lettore è l’ombra che proietta di lato, non il suo contorno.

Prova questo esercizio: cancella tutte le linee del dorso e lascia solo le zone di tono. Se il naso continua a leggersi, la costruzione era giusta e le linee erano di troppo. Se sparisce, mancano i valori, e nessuna linea potrà sostituirli.

Come si disegna il naso visto dal basso?

Dal basso cambia la gerarchia: la base diventa il piano più grande e le narici, che negli altri angoli sono un accenno, diventano le forme principali del disegno. Il dorso invece si accorcia moltissimo e il lobulo copre parte della radice.

L’errore tipico è disegnare le narici troppo simmetriche e troppo scure. Guardale come due forme a goccia orientate verso il centro, con il bordo esterno più definito e quello interno più morbido, e tieni il tono massimo solo nel punto più profondo di ciascuna.

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