Aggiornato il da Rita Moreira
Il naso è il tratto che i miei allievi rimandano sempre a dopo. Occhi e labbra hanno un contorno riconoscibile; il naso no, e chi prova a disegnarlo con una linea chiusa ottiene sempre la stessa cosa: una forma appiccicata sopra il viso, che non ci sta dentro.
La chiave è cambiare strumento mentale. Il naso non si disegna con il contorno, si costruisce con i piani e si finisce con l’ombra. In questa guida trovi la forma di partenza, i nomi giusti delle parti, dove collocarlo nel volto e il passo per passo dei tre angoli che servono davvero: di fronte, di profilo e a tre quarti.
Come si disegna il naso?
Il naso si disegna costruendo prima il solido: una piramide triangolare con quattro piani, quello frontale, i due laterali e la base. Si collocano poi le proporzioni rispetto al volto, e solo alla fine si passa al chiaroscuro. Il contorno non esiste quasi mai: il naso emerge dal contrasto tra il piano illuminato e quelli in ombra.
Questa è anche la ragione per cui è il tratto più didattico del ritratto. Chi impara a rendere il naso ha imparato a pensare per volumi, e quel modo di guardare si trasferisce a tutto il resto del viso.
La forma di partenza: una piramide triangolare
La definizione ufficiale ci regala il metodo. Il Vocabolario Treccani descrive il naso come la “parte prominente del volto, a forma di piramide triangolare”, e l’Enciclopedia lo chiama “un rilievo in forma di piramide triangolare, situato sul piano mediano della faccia”.
Comincia da lì, letteralmente: una piramide appoggiata al viso con la punta in avanti. Ha un piano frontale, che guarda chi osserva; due piani laterali, che scendono verso le guance; e un piano di base, rivolto in basso, dove si aprono le narici.
Quei quattro piani sono tutto il disegno. Ogni ombra che metterai dopo non fa altro che dire a che angolo sta ciascun piano rispetto alla luce. Se ti interessa il ragionamento completo sui volumi, l’ho sviluppato nella guida su come dare volume a un disegno.
Le parti del naso, con il nome giusto
Chiamare le cose con il loro nome cambia il modo in cui le guardi. Questi sono i termini italiani corretti, quelli che il Treccani registra:
| Parte | Dov’è | Cosa fa nel disegno |
|---|---|---|
| Radice | In alto, verso la fronte | Dice quanto il naso “nasce” incassato |
| Dorso | La cresta anteriore | Porta la luce più chiara del naso |
| Lobulo (o apice) | La punta carnosa | È una sfera: prende luce e ombra propria |
| Ali | Le due superfici laterali | Racchiudono le narici e curvano |
Alla base si aprono le narici, che il Treccani registra anche con il nome popolare di buchi del naso. E qui arriva l’avvertimento che nessuna guida ti dà: alcuni termini che trovi online sono del medico, non del disegnatore.
Il setto nasale appartiene al vocabolario chirurgico, le pinne nasali a quello pediatrico, e la columella non è nemmeno vocabolario nasale italiano: è un prestito dalla rinoplastica, visto che in italiano quella parola indica l’asse osseo dell’orecchio, un ossicino di anfibi e rettili o l’asse della conchiglia dei gasteropodi. Per disegnare ti bastano radice, dorso, lobulo, ali e narici.
Dove va il naso nel volto: la regola dei terzi
Il naso non si disegna da solo, si colloca. La regola classica divide il viso in tre terzi uguali: dall’attaccatura dei capelli all’arcata sopraccigliare, da lì alla base del naso, e da lì al mento. La base del naso chiude il terzo centrale, ed è il controllo più rapido che puoi fare su un ritratto che “non torna”.
La seconda misura è laterale: la larghezza della base del naso tende a corrispondere alla distanza tra gli angoli interni degli occhi, cioè a un occhio di larghezza. È una verifica che si fa in due secondi con la matita tenuta in orizzontale, e che salva molti ritratti prima che sia troppo tardi. Sul metodo di misurazione, la guida completa è quella sulle proporzioni nel disegno.
Queste regole vengono dal canone, che il Treccani definisce come lo “studio di proporzioni architettoniche e scultorie rapportate a un elemento preso come unità di misura”, nato nell’arte greca con “moduli empirici, anatomici (misura di testa, piede ecc.)”. Non è teoria astratta: Leonardo lasciò gli Studi di proporzioni del volto e dell’occhio, del 1489-90, che si conservano oggi alla Biblioteca Reale dei Musei Reali di Torino.
Un avvertimento onesto, perché è dove molti si perdono: il canone è un punto di verifica, non una formula di somiglianza. I volti reali si scostano tutti dai terzi perfetti, e proprio quello scostamento è la somiglianza. Usa la regola per accorgerti dell’errore, non per correggere la persona.
Il naso non ha contorno, ha ombra
Questa è la frase che ripeto di più, ed è il vero salto tecnico. Guarda un viso illuminato di lato: dove finisce il naso non c’è nessuna linea, c’è un passaggio di tono tra il piano laterale in ombra e la guancia dietro. Se disegni quella linea, il naso si stacca dal viso come un adesivo.
In pratica lavoro così, e le gradazioni contano. Costruisco i piani con una 2H, che lascia un segno leggero e cancellabile; porto le ombre sotto il dorso e dentro le ali con 1B e 3B; scendo a 4B o 6B solo nella base, sotto il lobulo, che è la zona più scura del naso e spesso una delle più scure del viso.
La luce più chiara resta sul dorso e sulla punta del lobulo, e in molti ritratti è carta bianca lasciata intatta. Sul modo di costruire questi passaggi senza appiattire tutto, ho scritto la guida sul chiaroscuro nel disegno a matita.
Come disegnare il naso di fronte
È l’angolo più difficile, non il più facile, perché di fronte il naso si accorcia e si legge quasi solo per ombra. Ecco l’ordine che uso:
- Segna due linee verticali leggere che scendono dagli angoli interni degli occhi: sono i limiti della base.
- Traccia la linea orizzontale della base alla fine del terzo centrale del viso.
- Disegna il lobulo come una sfera al centro, e le due ali come due sfere più piccole ai lati.
- Definisci il dorso con due tratti leggerissimi, che non chiuderai mai: servono solo a te.
- Metti l’ombra sotto la base, la più scura di tutte, e l’ombra morbida su un solo piano laterale, quello lontano dalla luce.
- Cancella i tratti del dorso e lascia che sia il contrasto tra i piani a tenerlo in piedi.
Come disegnare il naso di profilo
Di profilo il naso è tutto silhouette, ed è l’angolo dove si vede subito se hai capito la radice. Il segreto è che la linea del profilo non parte dal naso: parte dalla fronte, rientra nella radice e poi esce.
- Disegna il profilo della fronte e continua senza staccare la matita fino alla rientranza della radice.
- Porta il dorso in una linea sola, dritta o con la gobba se il naso è aquilino, fino al lobulo.
- Gira sotto il lobulo, che sporge sempre più di quanto sembri, e rientra verso il solco sopra il labbro.
- Aggiungi l’ala come una virgola che si stacca dal viso, con la narice appena visibile dietro.
- Ombreggia solo il piano laterale che vedi, tenendo il dorso chiaro: è quel contrasto a dare lo spessore.
Come disegnare il naso a tre quarti
È l’angolo più frequente nei ritratti veri e quello in cui si sbaglia di più, perché la simmetria si rompe e la mano vuole rimetterla. Le due ali non sono uguali, la narice lontana quasi sparisce, e il dorso non corre più al centro del viso.
- Colloca prima la linea del dorso, che a tre quarti è spostata verso il lato lontano.
- Disegna l’ala vicina per intera e l’ala lontana solo per la parte che sporge oltre il dorso.
- Mostra una narice sola, quella vicina; l’altra è un accenno o non c’è.
- Costruisci il piano laterale visibile con una sfumatura continua verso la guancia, senza mai chiuderlo con una linea.
- Verifica con la matita in orizzontale che il lobulo sporga oltre il profilo della guancia dietro: se non sporge, il naso è schiacciato.
Naso maschile e naso femminile
La differenza non è la dimensione, è la durezza dei passaggi. Nei ritratti maschili i piani si incontrano ad angoli più netti: la radice è più incassata, il dorso più largo e più dritto, e le ombre hanno bordi più definiti.
Nei ritratti femminili gli stessi piani ci sono tutti, ma i passaggi tra loro sono più morbidi e la radice più alta e delicata. È una differenza di sfumatura, non di forma, e si ottiene con la stessa costruzione lavorata con transizioni più lunghe.
Vale per tutti i tratti del viso, e conta soprattutto quando li metti insieme: se stai lavorando al ritratto completo, la guida di riferimento è quella su come disegnare un volto realistico, e per il tratto che sta subito sotto c’è quella sulle labbra realistiche.
I quattro errori più comuni
Sono sempre gli stessi, e li riconosco a colpo d’occhio nei lavori che mi mandano:
- Le narici disegnate come due buchi neri. La narice è un’apertura tridimensionale con un bordo che gira: se la riempi di grafite uniforme, ottieni due fori sul foglio.
- Il contorno duro sul dorso. Il dorso è la zona più chiara: chiuderlo con una linea è il modo più veloce per far sembrare il naso incollato.
- Il naso senza proiezione. Se manca l’ombra portata sulla guancia, il naso resta sullo stesso piano del viso e il ritratto diventa piatto.
- La simmetria forzata a tre quarti. Disegnare le due ali uguali quando il viso è girato è l’errore che rovina più ritratti, e nasce dal disegnare quello che sai invece di quello che vedi.
Il rimedio per l’ultimo è sempre lo stesso, e vale per tutto il ritratto: misurare invece di ricordare. È il tema della guida su come allenare l’occhio nel disegno.
Domande frequenti
Quali matite servono per disegnare il naso?
Ne bastano tre. Una 2H per costruire i piani con un segno leggero che poi sparisce sotto gli strati, una 1B o 3B per le ombre sotto il dorso e dentro le ali, e una 4B o 6B solo per la base, sotto il lobulo.
Il resto lo fa la carta lasciata bianca sul dorso e sulla punta. Se hai una scatola completa, la tentazione è usarla tutta: resisti, perché il naso vive di pochi valori ben distanti tra loro, non di venti sfumature vicine.
Perché il mio naso sembra incollato sul viso?
Quasi sempre per due motivi insieme: hai chiuso il dorso con una linea e non hai messo l’ombra portata sulla guancia. Il naso è l’unico tratto del viso che sporge davvero, e quello che lo dimostra al lettore è l’ombra che proietta di lato, non il suo contorno.
Prova questo esercizio: cancella tutte le linee del dorso e lascia solo le zone di tono. Se il naso continua a leggersi, la costruzione era giusta e le linee erano di troppo. Se sparisce, mancano i valori, e nessuna linea potrà sostituirli.
Come si disegna il naso visto dal basso?
Dal basso cambia la gerarchia: la base diventa il piano più grande e le narici, che negli altri angoli sono un accenno, diventano le forme principali del disegno. Il dorso invece si accorcia moltissimo e il lobulo copre parte della radice.
L’errore tipico è disegnare le narici troppo simmetriche e troppo scure. Guardale come due forme a goccia orientate verso il centro, con il bordo esterno più definito e quello interno più morbido, e tieni il tono massimo solo nel punto più profondo di ciascuna.
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