Aggiornato il da Rita Moreira
Prima o poi succede a chiunque disegni bene: qualcuno guarda un tuo ritratto e ti chiede se puoi farne uno anche per lui. È il momento in cui il disegno smette di essere solo esercizio e diventa, per la prima volta, un lavoro con un cliente, una scadenza e un prezzo.
In questa guida ti racconto come funziona una commissione dal lato di chi disegna: quando sei davvero pronto ad accettarla, come valutare la foto di riferimento, come impostare preventivo e acconto, e dove trovare le prime richieste senza svendere il tuo lavoro.
Come funzionano i disegni su commissione?
Un disegno su commissione è un’opera realizzata su richiesta di un cliente, quasi sempre a partire da una foto che il cliente stesso fornisce. Il percorso standard prevede sette passaggi: richiesta, valutazione della foto di riferimento, preventivo, acconto, esecuzione, saldo e consegna. Il prezzo si definisce solo dopo aver visto l’immagine originale.
In Italia lavorare su commissione non è un ripiego: è il modo più antico di vivere d’arte. Da Giotto a Michelangelo, le opere che oggi studiamo nei musei nacquero quasi tutte da un committente che chiedeva, pagava un anticipo e aspettava la consegna. La Cappella Sistina è, tecnicamente, una commissione.
Il flusso di lavoro che uso e che insegno è questo:
- Ricevi la richiesta e chiedi subito la foto di riferimento in dimensione originale.
- Valuta la foto: risoluzione, luce, quantità di dettagli visibili.
- Prepara il preventivo su quella foto specifica: formato, complessità, tempo stimato.
- Chiedi un acconto tra il 30 e il 50% e riepiloga per iscritto prezzo, formato e data di consegna.
- Esegui il disegno e manda al cliente uno o due aggiornamenti intermedi.
- Incassa il saldo alla consegna, prima di spedire l’originale.
- Consegna a mano oppure spedisci con imballo rigido e codice di tracciamento.
Ogni passaggio esiste per proteggere le due parti. Nei prossimi paragrafi li vediamo uno a uno, con gli errori che vedo più spesso in chi comincia.
Prima di aprire le commissioni: il tuo lavoro è pronto?
Sei pronto a lavorare su commissione quando la tua tecnica è stabile: proporzioni corrette, volumi credibili e una resa che regge il confronto con la foto anche agli occhi di chi non disegna. Non serve altro per cominciare, e soprattutto non serve l’iperrealismo.
Un foglio spinto al livello dell’iperrealismo a matita richiede decine e decine di ore: su una commissione pagata, quel tempo raramente sta in piedi. Una tecnica armoniosa, pulita e riconoscibile vende meglio di un dettaglio estremo consegnato in ritardo.
Se guardi i tuoi disegni e vedi ancora errori di proporzione o passaggi tonali bruschi, non buttarti sul mercato per fretta: lavora prima sui fondamentali, come spiego in come migliorare nel disegno. L’errore opposto però è altrettanto comune: allievi che rimandano per anni la prima commissione aspettando una perfezione che non esiste. Se le persone iniziano a chiederti disegni, è già un segnale di livello.
La foto di riferimento decide metà del risultato
Chiedi sempre la foto di riferimento prima di parlare di prezzo, e falla inviare per e-mail in dimensione originale: WhatsApp e i social comprimono l’immagine e cancellano proprio i dettagli che ti servono per disegnare.
Un ritratto realistico vive di informazioni piccole: ciglia, denti, il punto di luce negli occhi, la trama della pelle. Se la foto non le contiene, tu non puoi inventarle in modo convincente. E ingrandire un file di bassa qualità non aggiunge nulla: rende solo i pixel più evidenti.
Le foto vecchie, piccole o sgranate, come le classiche fototessera, sono i lavori più difficili che esistano: vanno accettate solo se hai già molta esperienza di ritratto, perché ti tocca ricostruire ciò che la foto non mostra. Nella guida sulla foto di riferimento per disegnare trovi i criteri completi per riconoscere un’immagine che funziona.
Dire di no a una foto impossibile non è scortesia: è professionalità. Il cliente preferisce un rifiuto onesto oggi a un ritratto deludente tra un mese.
Il preventivo: guarda la foto, poi fai il prezzo
Il preventivo si fa sulla foto, non sul formato in astratto: due ritratti A4 possono richiedere quantità di lavoro molto diverse. Un volto con pelle liscia e fondo bianco è una cosa; due volti, capelli mossi e un tessuto a motivi sono un’altra.
Per darti un ordine di grandezza: un ritratto A4 di un solo volto, con pochi dettagli, porta via attorno alle 20 ore di lavoro effettivo. È il numero da cui partire per capire se il prezzo che hai in mente ripaga il tuo tempo, oppure no.
Sul mercato italiano la dispersione è enorme: lo stesso ritratto A4 a matita viene proposto da professionisti diversi a 50, 120 e 150 euro, come abbiamo documentato nell’articolo su quanto costa regalare un ritratto. Non esiste quindi un listino “giusto” del settore: esiste il rapporto tra il tuo tempo, il tuo livello e il tuo pubblico. Il metodo completo per calcolare quel rapporto è in quanto far pagare un disegno.
Parlare di cifre resta difficile per molti: il blog collettivo Roba da Disegnatori, in un articolo del 2024 dedicato a compensi e preventivi, racconta quanto il denaro sia ancora un argomento spinoso tra illustratori italiani. È esattamente il motivo per cui chi mette il prezzo per iscritto, prima di iniziare, parte avvantaggiato su quasi tutti gli altri.
L’acconto: metà prima, metà alla consegna
Chiedi sempre un acconto tra il 30 e il 50% prima di toccare la matita: protegge il tuo tempo e seleziona i clienti seri. Chi non è disposto a versare un anticipo su un lavoro fatto a mano, molto probabilmente non era disposto a pagarlo per intero.
Insieme all’acconto, riepiloga per iscritto le condizioni, anche solo in un messaggio: prezzo totale, formato, data di consegna e cosa è incluso. Datti sempre qualche giorno di margine in più sulla scadenza: gli imprevisti esistono, e consegnare in anticipo fa sempre miglior effetto che consegnare in ritardo.
Spedizione e cornice restano a carico del cliente, e va detto subito: la cornice giusta è una scelta personale, come spiego in come incorniciare un disegno a matita. Chi salta questi accordi finisce con l’archivio pieno di ritratti finiti che nessuno è mai venuto a ritirare: succede molto più spesso di quanto immagini.
Dove trovare chi commissiona un disegno
I primi clienti arrivano quasi sempre da dove il tuo lavoro è visibile: un profilo curato su Instagram, un portfolio aggiornato e il passaparola di chi ha già ricevuto un tuo ritratto. La richiesta nasce guardando un disegno, quasi mai leggendo un annuncio.
Oltre ai social funzionano i canali dove l’arte fatta a mano si vende davvero: Etsy per originali e stampe, Vinted per opere a prezzi accessibili, i mercatini e le mostre locali. E funzionano le alleanze sul territorio: un corniciaio che espone un tuo ritratto incorniciato, o un veterinario che appende il disegno di un cane con il tuo contatto accanto, ti porta esattamente il pubblico che commissiona.
Su come presentarsi vale la regola d’oro di Francesca Urbinati, illustratrice con circa vent’anni di mestiere e clienti come RAI e Adobe: essere sempre chiari e onesti con chi commissiona, come ripete nella sua guida alle commissioni. La chiarezza sui limiti, sui tempi e sui prezzi è ciò che trasforma un curioso in un cliente.
Il cliente che torna vale più di dieci nuovi
Un cliente soddisfatto è il tuo canale di marketing più efficace: torna per il secondo ritratto e ti presenta ad altri. Per questo la commissione non finisce alla consegna.
Rispetta le scadenze concordate, aggiorna il cliente durante il lavoro senza farti pregare, e consegna sempre con cura anche l’ultimo dettaglio dell’imballo. Sono gesti piccoli, ma sono quelli che le persone raccontano quando qualcuno chiede loro “chi te l’ha fatto questo ritratto?”.
Domande frequenti
Come si calcola il preventivo di una commissione?
Parti dal tuo tempo: un ritratto A4 semplice richiede attorno alle 20 ore, quindi il prezzo deve ripagare quelle ore, i materiali e la tua esperienza. Sul mercato italiano lo stesso formato viene proposto tra i 50 e i 150 euro da professionisti diversi.
Il rischio più grande per chi inizia è chiedere troppo poco: un prezzo bassissimo attira clienti che vogliono spendere ancora meno, e ti obbliga a disegnare in fretta per compensare. Meglio pochi lavori pagati il giusto che tanti pagati male.
Come si chiede l’acconto senza sembrare scortesi?
Presentalo come parte normale del metodo di lavoro, perché lo è: “Per bloccare la commissione chiedo un acconto del 40%, il saldo alla consegna”. Detto così, dentro il preventivo scritto, non è una richiesta di fiducia personale: è una condizione professionale, uguale per tutti i clienti.
I clienti seri lo accettano senza discutere, perché è la stessa prassi di qualsiasi artigiano, dal falegname al fotografo. Chi protesta per un acconto ti sta dicendo in anticipo che tipo di cliente sarebbe stato: considera quel rifiuto un filtro gratuito.
Si può rifiutare una commissione?
Sì, e in certi casi si deve. Rifiuta quando la foto di riferimento è troppo povera per garantire un buon risultato, quando il soggetto è ancora fuori dalle tue capacità attuali o quando il cliente pretende un prezzo che non ripaga il tuo tempo di lavoro.
Un rifiuto onesto protegge il tuo portfolio e la tua reputazione molto più di una consegna mediocre. Spiega il motivo con gentilezza e, se puoi, proponi un’alternativa concreta: un’altra foto, un formato più piccolo o un appuntamento più avanti.
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