Aggiornato il da Rita Moreira
Se hai imparato a disegnare in Italia, il tuo primo foglio è stato un Fabriano F4. Non è una supposizione: è il formato che sta nelle cartolerie di ogni paese, quello che l’insegnante scriveva sulla lista del materiale, quello con la copertina che riconosci a distanza.
La domanda che sento più spesso non è quale carta comprare, ma se valga la pena lasciare quella. Qui trovo la risposta partendo dal Fabriano F4 liscio e non da un catalogo, con i dati della scheda tecnica del produttore e con i limiti detti fino in fondo.
Fabriano F4 liscio o ruvido: qual è la differenza?
Il Fabriano F4 esiste in due versioni: la liscia da 220 g/m² e la ruvida da 200 g/m². La differenza non è solo di superficie ma di comportamento: il ruvido trattiene più grafite e arriva prima agli scuri, il liscio dà una finitura più pulita ma satura prima e chiede una mina più morbida.
Questo dato circola invertito su parecchi siti italiani, e vale la pena fissarlo bene perché condiziona la scelta. La scheda tecnica ufficiale della Fabriano elenca i codici prodotto uno per uno: fogli e blocchi ruvidi a 200 g/m², fogli e blocchi lisci a 220. Il più pesante è il liscio, non il ruvido.
Nella pratica la scelta è semplice. Se lavori a sfumature ampie e vuoi un risultato pulito, liscio. Se lavori con molti strati sovrapposti e vuoi arrivare a un nero profondo senza fatica, ruvido, accettando che la grana resti visibile nelle ombre.
Se il ragionamento generale su superficie e resa ti interessa più del prodotto, l’ho svolto per esteso in carta liscia o ruvida.
Riquadrato, squadrato, non squadrato: quale comprare
Questa è la confusione più diffusa, e si risolve in una frase: riquadrato e squadrato sono la stessa cosa, e indicano il foglio che arriva con la cornice già stampata. Il non squadrato è il foglio pulito.
La squadratura serve al disegno tecnico, dove la cornice fa parte della tavola e tracciarla a riga e squadra è tempo perso. Per il disegno artistico è un impiccio: ti costringe dentro un rettangolo che non hai scelto tu, e se la composizione sfora, quella riga stampata resta lì.
C’è un dettaglio che nessuno spiega e che si legge nella scheda tecnica: il riquadrato esiste solo nella versione liscia, a 220 g/m². Non esiste un blocco riquadrato ruvido.
| Tipologia | Formati | Grammatura |
|---|---|---|
| Blocchi ruvidi | 24×33 e 33×48 cm | 200 g/m² |
| Blocchi lisci | 24×33 e 33×48 cm | 220 g/m² |
| Blocchi riquadrati | 24×33 e 33×48 cm | 220 g/m², solo liscio |
| Fogli sciolti | 50×70 e 70×100 cm | 200 ruvidi, 220 lisci |
Nota che 24×33 e 33×48 non sono formati ISO: sono misure Fabriano. L’F4 non è un formato normalizzato come l’A4, è il nome di una linea, e la lettera sta per Fabriano. È una di quelle cose che sappiamo tutti senza averle mai pensate: chiediamo un F4 in cartoleria come chiederemmo un A4, e nessuno dei due negozianti si confonde.
Un’ultima nota di acquisto. I blocchi sono incollati sui quattro angoli, il che significa che il foglio si stacca senza strappi ma anche che si muove se lavori con la mano appoggiata. Chi disegna a lungo di solito stacca il foglio e lo fissa al tavolo con del nastro di carta, invece di lavorare sul blocco intero.
F2 o F4? La differenza è tutta nella grammatura
Il Fabriano Disegno 2 pesa 110 g/m², cioè circa la metà dell’F4. È il foglio dell’esercizio scolastico leggero, non quello del disegno costruito.
Per chi disegna a matita con più strati la differenza si sente subito e si sente male. A 110 g/m² il foglio ondula quando insisti, la gomma comincia a sfibrare la superficie dopo poche passate, e le zone molto lavorate diventano lucide.
Quindi la risposta è secca: se l’obiettivo è il disegno realistico, F4. L’F2 va benissimo per schizzi rapidi e studi di composizione, dove il foglio serve a pensare e non a durare.
Come riconoscere un Fabriano 4 autentico
C’è un dettaglio che quasi nessuno conosce e che è anche il modo più rapido per capire da che parte va usato il foglio: il Fabriano 4 è punzonato a secco. Il punzone in rilievo riproduce il marchio, il numero 4 e il logotipo Fabriano.
Nei fogli sciolti sta parallelo al lato lungo, negli angoli in alto a sinistra e in basso a destra. Nei blocchi sta parallelo al lato lungo, nell’angolo in basso a destra. Se passi il polpastrello lo senti prima di vederlo.
Serve a due cose. La prima è verificare che stai comprando il prodotto e non un’imitazione. La seconda, più utile ogni giorno, è avere un riferimento fisso per il verso del foglio: se lavori sempre con il punzone nella stessa posizione, i tuoi disegni avranno tutti la stessa faccia della carta, e la resa sarà costante.
Il paradosso: la Fabriano non lo vende come carta per artisti
Questa è la cosa che mi ha sorpresa di più. Sulla scheda del prodotto, la Fabriano stessa scrive che l’alto grado di collatura e l’ottima resistenza alle gomme di qualsiasi durezza rendono questa carta particolarmente indicata per gli studenti degli Istituti Tecnici e per l’uso professionale di grafici, architetti e geometri.
Artisti, non pervenuti. Il foglio su cui mezza Italia ha imparato a disegnare è progettato, ufficialmente, per il disegno tecnico.
Il che rende ancora più interessante quello che la stessa azienda scrive nella pagina dedicata all’arte a scuola: gli album F2 e F4 sono un’icona che attraversa le generazioni, non codici ma simboli condivisi, e il segno e il disegno in Italia cominciano dai loro album. Sanno benissimo che cosa rappresentano; semplicemente non lo hanno progettato per questo.
Per noi questo spiega due cose insieme. Spiega perché l’F4 tiene la gomma meglio di carte molto più costose, che è la ragione della sua collatura. E spiega perché non ha la superficie satinata che il realismo più rifinito chiede: non gli è mai stata chiesta.
Fin dove arriva l’F4 nel disegno realistico
Arriva molto più lontano di quanto la gente creda, ed è il motivo per cui la risposta onesta alla domanda del titolo è quasi sempre “non ancora”. Un ritratto costruito bene su F4 liscio regge il confronto con lo stesso ritratto su un cartoncino da tre volte il prezzo.
Il limite arriva in due situazioni precise. La prima è la stratificazione spinta: quando cominci a sovrapporre molti passaggi nella stessa zona, la superficie si chiude e i neri smettono di scendere. La seconda è la finitura ravvicinata: sull’F4 la grana resta leggermente percepibile nelle sfumature ampie, e se il tuo lavoro sarà guardato da venti centimetri, si nota.
Prima di cambiare carta, però, conviene escludere la causa più comune: la matita sbagliata. Su una superficie liscia una mina dura non deposita, e il grigio pallido che ne esce sembra un difetto del foglio quando è un difetto di abbinamento. Il quadro completo delle durezze è in gradazioni delle matite, e il metodo per gli scuri profondi in come ottenere un nero intenso a matita.
Quando conviene cambiare, e per cosa
Il primo passo sensato non è un salto: è mezzo gradino. L’Hahnemühle Nostalgie da 190 g/m² è liscio con una texture appena percettibile e un bianco caldo, leggermente più giallo dell’F4. Chi lo prova di solito lo descrive come un F4 con una superficie più uniforme, ed è una buona definizione. Nota che in Italia si trova soprattutto nei formati piccoli, A6 e A5: è un ottimo taccuino, non altrettanto facile da trovare in blocco grande.
Il secondo passo, se cerchi lisci più decisi, è la famiglia Clairefontaine. Attenzione a un equivoco di catalogo: la “Carta da Disegno Tecnica Lavis Dessin” venduta in fogli grandi è da 160 g/m², mentre la versione da 200 g/m² è l’Alpha Lavis, in blocco. Sono due prodotti diversi con la stessa parola nel nome, e chi compra a occhi chiusi prende quello sbagliato.
Il terzo passo è il cartoncino Bristol, che è un’altra categoria e un altro modo di lavorare: più liscio, più esigente, con meno margine di correzione. Ne ho parlato in dettaglio in cartoncino Bristol per il disegno a matita, con la scala completa delle grane.
Comunque si decida, conviene provare prima di impegnarsi. Il metodo che uso è banale e non costa niente: un solo foglio del candidato, un quadrato di cinque centimetri, e le stesse quattro prove che farei su qualunque supporto, cioè quanti passaggi servono per il nero più profondo, se la sfumatura resta continua, se la gomma riporta il bianco pulito e quanti strati accetta prima di lucidarsi. Se il foglio nuovo non batte l’F4 su almeno due di questi quattro punti, non stai comprando un miglioramento: stai comprando una scatola più bella.
Sulle marche vale una precisazione di mercato: Hahnemühle produce carta in Germania dal 1584 e ha una reputazione meritata, ma il suo catalogo italiano è concentrato su acquerello e stampa fine art. Diverse linee di cui si legge online non hanno un canale di vendita italiano, e cercarle a lungo è tempo perso.
Le certificazioni, e perché contano se tieni i tuoi disegni
Sulla confezione del Fabriano 4 compaiono alcune sigle che di solito si ignorano e che invece dicono qualcosa di concreto. Le due che contano per chi disegna sono Acid Free e Long Life ISO 9706.
Acid Free significa che la carta non contiene acidità libera che, negli anni, ingiallisce il foglio e lo rende fragile. Long Life ISO 9706 è la norma della carta permanente, e implica l’assenza di lignina, che è la sostanza responsabile dell’ingiallimento rapido dei fogli economici.
In pratica: un disegno fatto su un foglio da fotocopie in dieci anni sarà giallo ai bordi, uno fatto su F4 no. Se disegni per te può sembrare un dettaglio, ma se regali un ritratto è la differenza fra un oggetto che dura e uno che invecchia male. Il resto del corredo, dalle mine alle gomme, l’ho messo insieme in materiale per disegnare a matita.
Domande frequenti
Quanti grammi è il Fabriano F4?
Dipende dalla versione, ed è qui che si sbaglia di più: il Fabriano Disegno 4 liscio è da 220 g/m², il ruvido da 200. La scheda tecnica del produttore li elenca separatamente, con codici prodotto distinti.
Molte pagine italiane riportano il dato invertito, o citano genericamente “200 e 220” senza dire quale sia quale. Se stai scegliendo per il disegno a matita la differenza conta: il liscio è più pesante e più chiuso, il ruvido più leggero e più assorbente.
Che differenza c’è tra F4 riquadrato e non squadrato?
Il riquadrato, chiamato anche squadrato, ha la cornice già stampata sul foglio. Il non squadrato è il foglio pulito, senza margine.
La cornice serve al disegno tecnico, dove fa parte della tavola e tracciarla a riga e squadra sarebbe tempo perso. Per il disegno artistico conviene il non squadrato, perché la squadratura vincola la composizione a un rettangolo deciso da altri e resta visibile se il soggetto sfora.
Un dettaglio che non si trova scritto quasi da nessuna parte: il riquadrato esiste soltanto nella versione liscia da 220 g/m². Se cerchi un blocco squadrato ruvido, non lo trovi perché non è mai stato prodotto.
Il Fabriano F4 va bene per il disegno realistico?
Sì, e molto più a lungo di quanto si pensi. La versione liscia sostiene senza problemi un ritratto costruito a strati, tiene bene la gomma grazie all’alta collatura, ed è priva di acidità, quindi il disegno non ingiallisce.
I suoi limiti arrivano in due casi: quando sovrapponi moltissimi passaggi nella stessa zona, perché la superficie si chiude e i neri smettono di scendere, e quando cerchi una finitura senza alcuna grana visibile da vicino. In quel primo caso, un’alternativa a grana fine è la Canson C à grain. Fino a lì, cambiare carta risolve un problema che quasi sempre è di matita.
Questo articolo ti è stato utile? Puoi offrirmi un caffè, così potrò continuare a creare guide gratuite come questa.