Aggiornato il da Rita Moreira
Un ritratto disegnato a mano è uno dei pochi regali che non si trova in nessun negozio, e proprio per questo è anche uno dei più difficili da ordinare bene: non sai quanto dovrebbe costare, che foto serve, né quanto tempo prima muoverti.
Qui trovi i numeri veri, presi dai listini pubblici di ritrattisti italiani, e le due strade possibili: farlo fare o farlo tu. Noi non vendiamo ritratti su commissione, quindi non ho nessun motivo per spingerti verso una delle due.
Regalare un ritratto: quanto costa e cosa serve sapere?
Un ritratto a matita su commissione in Italia costa, per un solo volto in formato A4, da circa 50 a 150 euro secondo il listino pubblico dell’artista, e i tempi di consegna possono superare i due mesi. Il prezzo dipende più da chi lo firma che dal formato.
Sono le due informazioni che nessuna delle pagine che troverai ti darà messe insieme, perché ciascuna di quelle pagine è uno dei prezzi.
Quanto costa davvero un ritratto a matita in Italia
Ho preso quattro listini pubblici di ritrattisti e studi italiani, tutti consultabili sui rispettivi siti. Questi sono i prezzi dichiarati per il disegno a matita o carboncino su carta.
| Chi | A4 | A3 | Nota |
|---|---|---|---|
| RitrattiDaFoto | 50 euro | non indicato | Spedizione inclusa |
| R. Martinelli | 120 euro | 220 euro | Anche dal vero |
| L. Mastrodonato | 150 euro | 200 euro | Ogni volto in più: 50 euro |
| TrattoeRitratto | non indicato | da 180 euro | Prezzo per soggetto |
Guarda la colonna dell’A4: per lo stesso prodotto, un volto solo a matita su carta, il prezzo va da 50 a 150 euro. È un fattore tre dentro lo stesso paese e nello stesso formato.
Alcuni dettagli che cambiano il conto e che conviene conoscere prima di chiedere un preventivo. Luca Mastrodonato specifica che per ritratto si intende un singolo volto su carta liscia Bristol, e che ogni volto aggiuntivo costa 50 euro in più: un doppio ritratto in A3 passa da 200 a 250 euro. Il pagamento è metà all’accettazione del preventivo e metà a lavoro finito.
Nel listino di Riccardo Martinelli la scala sale con il formato, dai 120 euro dell’A4 ai 350 di un 50×70 a grafite o carboncino, e l’artista dichiara di lavorare sia dal vero sia da fotografia.
TrattoeRitratto usa invece un modello diverso: non tabella per formato ma per numero di soggetti, da 180 euro per una persona a 340 per tre. All’estremo opposto, RitrattiDaFoto dichiara un prezzo base di 50 euro per un A4 su cartoncino, spedizione inclusa.
Perché lo stesso A4 costa da 50 a 150 euro
Perché in Italia il ritratto su commissione non è un prodotto di catalogo: è ancora una relazione con un artista. Quello che paghi non è la carta e nemmeno il formato, sono le ore di una persona specifica e il suo posizionamento.
Questo ha una conseguenza pratica per te: confrontare due preventivi non significa confrontare qualità. Significa confrontare due modi di stare sul mercato, e l’unico modo serio di scegliere è guardare i lavori, non i numeri.
Cosa guardare in un portfolio, in concreto: se i volti hanno volume o sembrano appiattiti, se i passaggi tra luce e ombra sono morbidi o a scalini, e soprattutto se i lavori si somigliano tutti nella resa. Un ritrattista con mestiere ottiene lo stesso livello su soggetti diversi; chi ha un solo disegno riuscito in evidenza, di solito, ha avuto una buona giornata.
Se vuoi capire cosa separa un buon ritratto a matita da uno mediocre, la guida che uso per spiegarlo è come disegnare un volto realistico. Serve anche a chi non disegna: ti dà il vocabolario per giudicare quello che stai comprando.
Che foto consegnare
Questa è la parte che decide il risultato più di qualsiasi altra, e quasi nessuno te lo dice prima. Il ritrattista non può inventare quello che nella foto non c’è.
Due difetti sono eliminatori, e li dichiara apertamente il tariffario di Mastrodonato: il volto sgranato e la luce alle spalle del soggetto. La prima rende invisibili i dettagli, la seconda spegne il viso e lascia una macchia scura al posto dei lineamenti.
Oltre a questi due, la foto ideale ha una luce laterale che disegna il volume del viso, un’espressione naturale e non da posa, e il volto che occupa una parte consistente dell’inquadratura. Una foto di gruppo ritagliata quasi mai funziona.
Il criterio tecnico completo, che vale sia per chi commissiona sia per chi disegna, è in foto di riferimento per disegnare. Se la foto che hai è l’unica esistente, per esempio di una persona scomparsa, dillo subito: alcuni studi offrono un servizio di ricostruzione delle parti mancanti, ma è un lavoro diverso e va concordato prima.
Quanto tempo prima ordinare
Molto prima di quanto immagini. TrattoeRitratto pubblica sul proprio sito il calendario delle consegne disponibili, e al momento in cui scrivo agosto e settembre risultano completi: la prima finestra libera è ottobre. Due mesi di attesa, per uno studio solo, ma è l’unico che pubblica il dato.
La regola pratica che ne ricavo è semplice: per un compleanno o un anniversario, muoviti con due mesi di anticipo; per il Natale, entro ottobre.
Se il tempo è già scaduto, esiste una soluzione elegante che il mercato italiano ha inventato ed è poco conosciuta: il buono regalo per un ritratto. Regali il buono, e sarà la persona a scegliere la foto e a concordare i tempi. Ha anche un vantaggio nascosto, cioè che la foto la sceglie chi conosce meglio il soggetto.
Che stile stai chiedendo davvero
Tre distinzioni che evitano la delusione più comune, quella di ricevere una cosa diversa da quella che si aveva in testa.
- Ritratto realistico o caricatura. Sembra ovvio e non lo è: molte pagine usano ritratto come termine generico. Se il regalo deve essere serio e somigliante, chiedi esplicitamente un ritratto realistico. La linea di confine la spiego in differenza tra ritratto e caricatura.
- Fatto a mano o disegno digitale. Diversi servizi online promettono un ritratto fatto a mano e consegnano un disegno realizzato con tavoletta grafica e poi stampato. Non è un imbroglio, ma è un altro oggetto: ricevi una stampa, non un originale. Chiedilo prima.
- A matita, a carboncino o a colori. Cambia la resa e cambia il prezzo, in genere di parecchio: nei listini che ho consultato le matite colorate e la sanguigna costano dai 50 ai 200 euro in più rispetto alla grafite dello stesso formato.
Un quarto punto che quasi nessuno chiede: se il disegno arriva incorniciato. Di solito no. Mastrodonato dichiara che il ritratto non viene mai spedito incorniciato ma protetto tra due pannelli, e TrattoeRitratto precisa che il cartoncino è pensato per essere facilmente incorniciabile. Metti in conto la cornice.
Cosa scrivere quando chiedi il preventivo
Un messaggio completo fa risparmiare due giri di email e ti protegge dai malintesi. Quello che il ritrattista deve sapere subito è poco e sempre lo stesso.
Metti nel primo messaggio: quante persone ci sono nel ritratto, il formato che hai in mente o dove pensi di appenderlo, la tecnica che preferisci, la data entro cui ti serve, e la foto stessa in buona risoluzione. Con questi cinque dati ricevi un preventivo vero invece di una forbice generica.
Chiedi poi tre cose che di solito non sono scritte: se la cornice è compresa, come viene spedito il lavoro, e se il prezzo cambia aggiungendo una seconda persona. Sull’ultimo punto le differenze fra studi sono grosse, perché alcuni tabellano per formato e altri per soggetto.
Infine, una domanda che sembra scortese e non lo è: quanti ritratti simili al mio hai già fatto. Un ritrattista con mestiere risponde volentieri e ti manda tre esempi.
Se invece vuoi disegnarlo tu
È la strada che il resto del mercato non ti proporrà mai, per ragioni evidenti. Ed è la più bella, a una condizione: che tu sia realista sui tempi.
Un ritratto somigliante non è un progetto da una sera. Se disegni da poco, conta almeno tre o quattro sessioni per un volto solo, e mettine in preventivo uno o due da buttare prima di quello buono. Se il regalo ha una data, comincia con un mese di margine.
Sul materiale non serve niente di speciale: un cartoncino liscio da 200 g o un Bristol, tre gradazioni di matita e una gomma di precisione. La scelta del foglio conta più di tutto il resto, e le differenze le trovi in carta per disegno a matita.
Due accortezze che fanno la differenza tra un disegno e un regalo. La prima è fissare il lavoro finito, altrimenti la grafite si sbava al primo contatto con il vetro o con una mano: come e quando farlo è in fissativo per disegni a matita. La seconda è la presentazione: un passe-partout bianco e una cornice semplice cambiano la percezione del lavoro più di quanto sia giusto ammettere.
E se il tuo livello non arriva ancora al volto somigliante, c’è un’alternativa che funziona meglio del ritratto mal riuscito: disegna un oggetto che significhi qualcosa per quella persona. La casa dell’infanzia, il cane, la chitarra. La somiglianza di un oggetto è infinitamente più facile da ottenere, e il gesto arriva lo stesso.
Il significato di regalare un ritratto
È la prima cosa che gli italiani cercano su questo tema, e merita una risposta onesta: non esiste nessuna tradizione documentata, nessuna superstizione e nessun simbolismo codificato sul regalare un ritratto. Quello che si legge in giro è testo pubblicitario di chi li vende.
Quello che si può dire senza inventare niente è più semplice e più utile. Un ritratto è un regalo che dichiara attenzione: chi lo ordina ha scelto una fotografia, ha aspettato settimane, ha pensato a come sarebbe stato appeso. È questo che si legge quando lo si riceve, non un significato nascosto.
Ed è anche un regalo impegnativo, che vale la pena riconoscere. Un ritratto è grande, va appeso, e chi lo riceve dovrà conviverci ogni giorno. Fra persone che si conoscono poco può risultare pesante, e in quel caso un formato piccolo funziona meglio di un 50×70 che occupa una parete.
Se poi il soggetto è una persona che non c’è più, la cosa cambia natura e diventa un oggetto di memoria. È il caso in cui la scelta della foto pesa di più di qualsiasi considerazione tecnica, e in cui vale la pena spendere per un ritrattista bravo. Il livello massimo di questo lavoro, quello che sembra una fotografia, lo racconto in iperrealismo a matita.
Domande frequenti
Quanto costa farsi fare un ritratto a matita?
Secondo i listini pubblici di quattro ritrattisti italiani, un volto solo in A4 va da 50 a 150 euro, e un A3 dai 180 ai 220. Le matite colorate e la sanguigna costano sensibilmente di più della grafite.
Il numero di persone ritratte incide quasi sempre: c’è chi tabella direttamente per soggetto e chi aggiunge una cifra fissa per ogni volto in più, dell’ordine dei 50 euro.
Nella maggior parte dei casi la cornice non è compresa e la spedizione va verificata. Chiedi che sia scritto nel preventivo, insieme ai tempi di consegna.
Quanto tempo prima devo ordinare un ritratto regalo?
Due mesi è un margine ragionevole, e non è prudenza eccessiva: l’unico studio italiano che pubblica il proprio calendario mostra le prime due mensilità già complete e la prima disponibilità solo nel terzo mese.
Per il periodo natalizio conviene muoversi entro ottobre, perché è la stagione in cui le richieste si concentrano.
Se sei in ritardo, il buono regalo risolve il problema senza rovinare la sorpresa: regali il ritratto e la persona sceglie foto e tempi con calma. È anche una scelta pratica, perché la foto la finisce per scegliere chi conosce meglio il soggetto.
Che foto serve per far fare un ritratto?
Una foto nitida, con il volto ben visibile e una luce che arrivi di lato. I due difetti che i ritrattisti rifiutano sono il volto sgranato e la luce alle spalle del soggetto, che lascia il viso in ombra.
Meglio una foto naturale che una in posa, e meglio un’immagine in cui il volto occupi buona parte dell’inquadratura invece di un ritaglio da una foto di gruppo.
Se disponi solo di una vecchia stampa o di un’immagine danneggiata, dillo prima di ordinare: la ricostruzione delle parti mancanti è un lavoro a parte, che va concordato e che non tutti fanno.
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